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A NATALE PUOI… O DEVI? LE TRADIZIONI PIÙ BIZZARRE AL MONDO

Dec 24 2019

A NATALE PUOI… O DEVI? LE TRADIZIONI PIÙ BIZZARRE AL MONDO

Siamo arrivati a dicembre e la frenesia e gli impegni lavorativi di queste ultime settimane dell’anno mi portano ad agognare le tanto sospirate vacanze di Natale, anche se quest’anno saranno un po’ diverse dal solito: il riposo sarà sì il protagonista indiscusso degli ultimi giorni di questo mese, ma lascerà presto spazio a un’esperienza (spero) altamente formativa.

Quando pensiamo al Natale, almeno dalle mie parti, è immediata l’associazione al cibo abbondante, i regali, gli addobbi e le strade illuminate ed effettivamente questi sono elementi che si trovano spesso anche in altri paesi più o meno lontani dall’Italia.

Tuttavia, ci sono alcune tradizioni natalizie in giro per il mondo che non appartengono alla nostra cultura o che pur appartenendovi, sono maggiormente sentite.

Vediamone insieme cinque, altamente rappresentative.

 

EL GORDO DE NAVIDAD

Per quanto esplicita possa sembrare l’espressione, non stiamo parlando di un personaggio grasso legato al Natale (gordo in spagnolo significa grasso), bensì della più famosa lotteria spagnola.

L’estrazione dei biglietti avviene il 22 dicembre e gli spagnoli attendono con ansia questo evento, trasmesso in diretta tv e che vede la partecipazione di bambini che cantano il numero estratto e il premio assegnatogli (di solito una gran quantità di soldi).

Vi avverto: occorre prendersi un giorno di ferie se si vuole seguire tutta la cerimonia per filo e per segno!

Personalmente non ci sono mai riuscita, ma confesso di cercare in rete ogni anno la pubblicità appositamente pensata e dedicata a questa lotteria.

Lo spot parla spesso di solidarietà e di come condividere il biglietto della lotteria con un amico o un familiare possa nettamente migliorare la tua vita. A questo link trovate il messaggio di quest’anno che, a differenza di altri anni, racconta ben tre storie diverse:

https://www.youtube.com/watch?v=7L0bQ9zz0_M

È vero che anche in Italia abbiamo la Lotteria d’Italia, ma a livello nazionale e locale non percepisco la stessa partecipazione degli spagnoli.

 

BOXING DAY

Vi potreste domandare cosa sia la giornata del pugilato e che cosa abbia in comune con il periodo delle festività natalizie, ma anche in questo caso boxing non fa riferimento ai guantoni o a Rocky Balboa.

L’espressione si riferisce a una tradizione della nobiltà britannica, che il 26 dicembre consegnava delle scatole (boxes appunto) piene di cibo e frutta ai propri domestici.

Tuttavia, pare che ci sia un’altra leggenda, secondo la quale il 26 dicembre era il giorno in cui venivano distribuite ai più bisognosi le cassette delle elemosine raccolte nelle chiese delle città inglesi.

A prescindere dall’origine di questo termine, nel Regno Unito questo giorno viene considerato come l’equivalente del Black Friday americano e molti negozi aprono i battenti al mattino presto e vendono la loro merce a prezzi decisamente ribassati.

Per gli amanti del calcio, Santo Stefano è la giornata della Premiere League, dove le squadre inglesi scendono in campo per dare il meglio di sé.

 

SANKT NIKOLAUS

Meglio noto come San Nicola, questo anziano signore visita le case della Germania e del nord Europa più in generale per ricompensare con dolci e doni di varia natura i bambini che si sono comportati bene.

La notte tra il 5 e 6 dicembre si lucidano gli stivali e si preparano le calze dove Sankt Nikolaus lascerà le golose prelibatezze, ma attenzione: se i bambini hanno fatto troppi capricci, meglio non correre il rischio di incontrare l’accompagnatore cattivo del Santo, il cui nome cambia a seconda della zona geografica in cui si trova (Knecht Ruprecht nella Germania settentrionale e centrale, Zwarte Piet nei Paesi Bassi, Krampus in Tirolo e Alto Adige e così via).

 

KENTUCKY FRIED CHICKEN

Quando un collega giapponese di mio marito mi ha raccontato come trascorrono la cena della vigilia di Natale i giovani giapponesi, quasi non volevo crederci.

È rinomato che in Giappone non si festeggi il Natale come in Europa o nei paesi cristiani; gli adulti vanno al lavoro e gli studenti a scuola o all’università, ma nonostante non esista una tradizione religiosa legata a questa festività i bambini lo aspettano con ansia per aprire i regali, i fidanzati per uscire a cena come a San Valentino e anche le città sono addobbate con le luci e le decorazioni tipiche di questo periodo.

Il merito della curiosa abitudine alimentare natalizia dei giovani e delle famiglie giapponesi si deve a Takeshi Okawara, il responsabile del primo KFC in Giappone.

Sembra che dopo aver origliato in un negozio una conversazione tra due stranieri che si lamentavano di quanto sarebbe mancato loro un pranzo di Natale a base di tacchino, Takeshi Okawara abbia deciso di promuovere un party barrel a base di pollo fritto come alternativa.

Nel 1974 KFC adottò questa strategia di marketing a livello nazionale e divenne un fenomeno tale da diffondere tra i giapponesi l’abitudine di consumare il pollo fritto nel tipico secchiello.

È consigliabile ordinarlo con largo anticipo onde evitare file chilometriche davanti ai vari Kentucky Fried Chicken delle città principali.

Sul sito giapponese di KFC, benché incomprensibile se non si conosce questa lingua, è facilmente riconoscibile la pubblicità di quest’anno: https://www.kfc.co.jp/top.html

 

YULE CAT

Avete in programma un viaggio in Islanda da qui a fine anno? Attenti allo Yule Cat, un gatto gigantesco che si aggira per le campagne islandesi e che, sempre secondo la leggenda, in passato avrebbe divorato i braccianti che non avevano svolto un buon lavoro e che per questo motivo non ricevevano vestiti nuovi dai proprietari terrieri come regalo natalizio.

Chissà se è vero, ma nel dubbio attualmente comprare vestiti nuovi per Natale pare sia diventata un’abitudine comune per gli islandesi.

 

Incredibile quante cose noi interpreti impariamo lavorando con clienti di paesi e culture diverse o semplicemente quando facciamo delle ricerche per prepararci al nostro prossimo incarico, vero?

Sono consapevole del fatto che esistano innumerevoli tradizioni natalizie sconosciute ai più e credo sarebbe curioso e interessante condividerle: mi racconti la tua?

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    March 26, 2020 at 2:34 pm

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