E SE L'INTERPRETE DIVENTA MAMMA? - Brenda
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E SE L’INTERPRETE DIVENTA MAMMA?

Mag 27 2021

E SE L’INTERPRETE DIVENTA MAMMA?

Sono ormai trascorsi più di 8 mesi dalla nascita della mia baby Astrid e oltre a comportare un grosso cambiamento di vita, questo periodo mi ha offerto la possibilità di valutare e riflettere sul congedo di maternità italiano riconosciuto alle libere professioniste iscritte alla Gestione Separata, ergo le lavoratrici autonome come me senza una cassa previdenziale propria.

Capire quanto ti spetta dallo Stato Italiano e nello specifico dall’INPS è già di per sé un rompicapo: per gli iscritti alla Gestione Separata, se il reddito deriva da attività libero professionale o di collaborazione coordinata e continuativa parasubordinata, l’indennità di congedo è pari all’80% di 1/365 del reddito e i mesi di astensione lavorativa (non obbligatoria) sono in tutto cinque a partire dalla data del parto o da un mese prima della data stessa.

L’indennità viene erogata dall’INPS tramite bonifico bancario: una parte arriva allo scadere dei cinque mesi, l’altra una volta che si presenta la dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si è partorito.

Morale della favola: si possono fare dei calcoli, ma è molto difficile capire quanto riceverai effettivamente sul tuo conto e una volta trascorsi i cinque mesi inutile dire che lo Stato scompare e se per vari motivi non riesci a riprendere il lavoro sono affari tuoi.

Meno male che almeno c’è l’assegno di natalità! Eh già, un importo mensile che varia dagli 80 ai 160 euro a seconda del reddito familiare e che viene corrisposto fino al compimento di un anno di vita del nuovo nascituro…

Un giorno, mentre ero impegnata a fare tutti i calcoli (e chi mi conosce sa quanto può essere arduo per me) mi sono chiesta: ma sarà così anche in altri paesi dell’Unione Europea?

Una nazione a caso: la Germania di Angela Merkel! Qual è il trattamento riservato alle interpreti liberi professioniste che hanno dei figli?

 

Ho rivolto questa e altre domande alla collega Antonella Mariotti: originaria di Massa-Carrara, dal 1999 vive in Germania (anche se viene spessissimo in Italia 😃), si è laureata nel 2002 all‘Università di Pisa in Lingue (sostiene di aver fatto un Erasmus molto esteso) e poi si è trasferita definitivamente a Monaco, dove ha frequentato la Scuola Interpreti diplomandosi nel 2005. Dal 2007 lavora come interprete di conferenza freelance con Tedesco, Italiano e Inglese.

 

Una piccola anticipazione per le colleghe italiane: a me è venuta voglia di far le valigie e trasferirmi in Germania dopo aver letto le risposte e forse non sarò l’unica.

 

1 Cominciamo dalle domande semplici: in Germania esiste una cassa previdenziale per liberi professionisti come interpreti e traduttori?

Se sì, quanto versa in media ogni anno il singolo professionista?

NO, ci sono al momento discussioni politiche per introdurre una cassa obbligatoria, ma per fortuna ancora non esiste l’obbligo. Ognuno fa previdenza come meglio crede (fondi privati, acquisto di immobili etc.)

Considera comunque che qua in Germania ogni libero professionista ha già l’onere dell’assicurazione sanitaria (di fatto come in America) e se non hai un datore di lavoro che si assume il 50% dei costi per la cassa mutua, devi andare all’assicurazione privata, che paghi completamente tu da libero professionista (e nel mio caso sono 400 Euro al mese).

 

2 Quanti mesi di congedo di maternità spettano per legge?

Il congedo di maternità prevede 6 settimane prima della nascita e 8 dopo. Io ti posso solo parlare della prospettiva del libero professionista perché è l’unica che conosco bene. Nel mio caso, il congedo di maternità è stato erogato dall’assicurazione sanitaria, non essendoci un datore di lavoro. L’ammontare però è individuale, dipende dalle clausole che ognuno ha stipulato con l’assicurazione sanitaria (per es. se hai una clausola che prevede che le prime 6 settimane di malattia non ricevi indennizzo, lo stesso vale per la gravidanza, percepisci un sussidio a partire dalla 7° settimana di congedo).

Per quanto riguarda il periodo dopo il termine delle 8 settimane, ho l’opportunità di non lavorare per 12 mesi percependo un sussidio di maternità che si calcola in base al reddito dell’anno precedente la gravidanza, ma comunque con un tetto massimo di 1.800 euro al mese per un massimo di dieci mesi (perché i primi due coincidono con quello che ti ha già versato l’assicurazione sanitaria). Esiste anche la possibilità di “splittare” il congedo e fare 10 mesi la mamma e due il papà per esempio. E infatti tanti ne approfittano per fare, in questi due mesi che si prende il padre, una vacanza oltreoceano

 

3 Qual è la procedura per presentare la richiesta di congedo? La definiresti semplice e snella?

Magari! Purtroppo no, è talmente complicata che io ho optato per usufruire a pagamento dei servizi di un’agenzia privata specializzata nella presentazione di richieste di sussidio di maternità…(i 400 euro meglio spesi della mia vita).

 

4 Qual è la percentuale di indennità (rispetto al fatturato) che viene erogata?

Al termine delle 6 + 8 settimane il 60%. Infatti bisogna fare bene i conti se conviene di più al padre o alla madre fare domanda del sussidio.

 

5 Il congedo di maternità si può prorogare e in tal caso cosa riconosce lo stato tedesco?

Per gli impiegati fissi esiste la possibilità dopo lo scadere dei 12 mesi di prendere fino a due anni di aspettativa, a quel punto però non retribuita ma con garanzia del posto – peraltro la possibilità è sia per la madre che per il padre a pari merito (ma non me ne intendo, ripeto, io conosco solo la situazione dei freelance). Questa possibilità esiste fino al compimento dell’ottavo anno del bimbo.

 

6 Quando avviene l’erogazione dell’indennità e in che modalità?

Ogni mese per bonifico, molto puntuale per quello – bisogna rispettare bene i termini per la richiesta, ma una volta fatta la procedura è rapida.

 

7 Infine, uno sguardo anche al nuovo arrivo in famiglia: c’è un assegno di natalità? Per quanto tempo viene riconosciuto?

L’assegno di natalità c’è ed è abbondante rispetto all’Italia (e riconosciuto fino al 18° anno di vita del bambino). In teoria ogni bambino percepisce 205 euro / mese, ma siccome poi questo importo viene messo in relazione al gettito fiscale di ogni famiglia e si può scontare, di fatto l’importo finale dipende dalla situazione economica dei genitori (paradossalmente, meglio guadagni più ricevi, perché scarichi di più dalle tasse).

Oltre a questo, in BAVIERA (ma solo in Baviera) esiste un assegno di famiglia dal 13° al 36° mese di vita del bambino di ben 250 euro al mese che si SOMMANO all’assegno di natalità (in pratica dal primo al terzo anno di vita del bambino ricevi 450 euro al mese). Poi va be’, l’asilo ti rimangia tutto, ma questo è un altro discorso 😀

 

E adesso la parola alle colleghe interpreti e libere professioniste in generale: avevo ragione o no? Non viene voglia di fare la valigia e partire?

Avete esperienze simili magari vissute in un altro paese dell’UE e che desiderate condividere?

Io ringrazio ancora la collega Antonella per la sua disponibilità e intanto vado a rispolverare il mio Deutsch livello B2 😊

 

 

 

 

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